Disturbi dell'umore

Disturbo depressivo maggiore

E’ un disturbo dell’umore caratterizzato da frequenti ed intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tendenza a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane. Le persone che soffrono di disturbo depressivo maggiore vivono in una condizione di frequente umore negativo, con pensieri negativi e pessimisti circa se stessi e il proprio futuro.

E’ caratterizzato principalmente dai seguenti sintomi:

  • Fisici: perdita di energie, il senso di fatica, scarsa concentrazione e memoria, l’agitazione motoria ed il nervosismo, la perdita o l’aumento di peso, i disturbi del sonno, la mancanza di desiderio sessuale, i dolori fisici, il senso di stordimento, l’accelerazione del battito cardiaco e le vampate di calore o i brividi di freddo.
  • Emotivi: le emozioni sperimentate sono la tristezza, l’angoscia, la disperazione, il senso di colpa, il senso vuoto, la mancanza di speranza, la perdita di interesse e di piacere per qualsiasi attività, l’irritabilità e l’ansia.
  • Cognitivi: il modo di pensare tipico di chi soffre di depressione è caratterizzato da regole rigide e disadattive, aspettative irrealistiche e pensieri negativi su se stessi, sul mondo e sul futuro.
  • Comportamentali: la riduzione delle attività quotidiane, la difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, l’isolamento sociale, i comportamenti passivi, la riduzione dell’attività sessuale fino ad arrivare nei casi più gravi ai tentativi di suicidio.

Disturbo bipolare

È caratterizzato da grave alterazioni dell'umore, e quindi delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti, con l'alternarsi di episodi depressivi e di episodi maniacali o ipomaniacali. (umore anormalmente e persistetemente elevato, autostima ipertrofica, bisogno di sonno, agitazione, eccessivo coinvolgimento in attività ludiche con un alto potenziale di conseguenze negative).


Depressione post-partum

La depressione post-partum si caratterizza per umore depresso, adenonia (perdita di piacere), modificazione del peso e/o dell’appetito, alterazioni del sonno, astenia (perdita di energie), isolamento, sentimenti di colpa e di inutilità, bassa autostima, impotenza e disvalore.

I primi sintomi possono cominciare a manifestarsi già nella 3-4 settimana successiva la parto, manifestandosi tra il quarto e il sesto mese, con segnalazioni di casi anche fino ai nove mesi. Questi sintomi non vanno però confusi con la maternity blues, un lieve disturbo emozionale transitorio di cui soffrono più della metà delle donne nei primi giorni dopo il parto e che si risolve spontaneamente entro una settimana senza particolari conseguenze sulla mamma e sul neonato.

Quando invece questi sintomi persistono per più di due settimane è bene rivolgersi subito ad uno psicoterapeuta, che potrà consigliare il percorso di trattamento migliore in quanto le conseguenze della depressione post-partum colpiscono sia la madre, che corre il rischio di cronicizzare lo stato depressivo, che il figlio che rischia di subire importanti trascuratezze che condizionano il suo sviluppo, che la relazione di coppia


Supporto all'elaborazione
del lutto

Il lutto è lo stato psicologico conseguente alla perdita di una persona cara. Quando affrontiamo un lutto, normalmente siamo capaci di entrare in uno stato di accettazione entro circa 18 mesi. Il lutto, però, può diventare patologico se è presente una difficoltà ad accettare la sua ineluttabilità.

Il supporto all’elaborazione del lutto per giungere alla fase di accettazione dovrà orientarsi verso il disinvestimento e l’abbandono degli scopi che sono stati compromessi e lo sviluppo di nuovi comportamenti direzionati al raggiungimento di scopi ancora perseguibili.

L’obiettivo sarà raggiungere uno stato di accettazione cioè il ritorno a una situazione paragonabile alla fase prelutto con un miglioramento del tono dell’umore e con la capacità di riorganizzare la propria esistenza tenendo conto dell’assenza della persona amata.


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